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Consiglio d’Europa: 25 anni di Convenzione di Budapest, nuove sfide per il contrasto alla criminalità informatica

Il Consiglio d’Europa ha inaugurato il 14 ottobre 2026 a Strasburgo la conferenza Octopus 2026, dedicata al venticinquesimo anniversario della Convenzione di Budapest sulla criminalità informatica.

L’iniziativa riunisce circa 500 esperti provenienti da oltre 100 Paesi, organizzazioni internazionali, settore privato, mondo accademico e società civile.

L’incontro rappresenta un’occasione per valutare i risultati conseguiti nell’attuazione della Convenzione e individuare le principali sfide giuridiche e operative poste dall’evoluzione tecnologica.

Adottata nel 2001, la Convenzione costituisce uno dei principali strumenti internazionali per armonizzare le legislazioni penali in materia di cybercrime e rafforzare la cooperazione investigativa transfrontaliera, anche attraverso la conservazione e l’acquisizione delle prove elettroniche.

I lavori affrontano, tra gli altri temi, l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla criminalità informatica, le frodi digitali, le attività di disinformazione e manipolazione straniera, la tratta di esseri umani e il coordinamento con i fornitori di servizi online.

Particolare attenzione è riservata all’interazione tra il Secondo Protocollo addizionale alla Convenzione, relativo al rafforzamento della cooperazione e alla divulgazione delle prove elettroniche, e il quadro normativo dell’Unione europea in materia di e-evidence.

Nel corso della conferenza è stata inoltre presentata una nuova analisi sull’intersezione tra intelligenza artificiale e criminalità informatica, elaborata sulla base dell’esperienza di magistrati e specialisti di oltre 25 Paesi.

Lo studio esamina sia gli illeciti commessi contro i sistemi di AI, sia l’impiego di tali tecnologie per agevolare la commissione di reati.

Tra i rischi analizzati figurano la manipolazione dei dati di addestramento (data poisoning), gli attacchi basati su prompt injection, il furto di modelli e l’utilizzo dell’AI per generare malware, ransomware e materiale di abuso sessuale su minori.

Il documento considera inoltre le questioni di responsabilità penale connesse ai sistemi di intelligenza artificiale sempre più autonomi, sottolineando la necessità di garantire supervisione umana, trasparenza, accountability e tutela dei diritti fondamentali.

Lo studio conferma che i sistemi di AI rientrano nella definizione di sistema informatico prevista dalla Convenzione di Budapest e raccomanda di rafforzare la cooperazione con l’industria tecnologica, i fornitori di servizi e la società civile.

La conferenza affronta anche l’uso illecito delle cripto-attività e la cooperazione con i prestatori di servizi relativi alle attività virtuali. In occasione dell’evento, il Kazakistan ha ratificato la Convenzione, portando a 84 il numero delle Parti. L’iniziativa conferma il ruolo della cooperazione internazionale e dell’armonizzazione normativa nel contrasto a fenomeni criminali che sfruttano la dimensione transnazionale delle infrastrutture digitali e la rapidità dell’innovazione tecnologica.

Fonte: Consiglio d’Europa

Global cybercrime experts meet at Council of Europe conference marking 25 years of the Budapest Convention

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