I Ministri degli Affari esteri dei 46 Stati membri del Consiglio d’Europa hanno adottato un nuovo Protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Varsavia sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato e sul finanziamento del terrorismo, con l’obiettivo di rafforzare il quadro internazionale per il recupero dei beni di origine criminale e il contrasto ai flussi finanziari illeciti.
Il nuovo strumento aggiorna e modernizza i meccanismi giuridici e operativi di asset recovery, in risposta alla crescente sofisticazione delle reti criminali transnazionali e all’utilizzo di tecnologie avanzate, incluse le cripto-attività, per finalità di riciclaggio, occultamento patrimoniale e finanziamento illecito. Il Protocollo si inserisce nel più ampio processo di rafforzamento degli standard internazionali AML/CFT, in coerenza con le Raccomandazioni FATF e con l’evoluzione del quadro normativo europeo in materia di congelamento e confisca dei beni criminali.
Il documento introduce strumenti significativamente più incisivi per l’individuazione, il congelamento, la gestione e la confisca dei patrimoni illeciti, prevedendo altresì il rafforzamento delle competenze delle Financial Intelligence Units (FIU) e delle Autorità nazionali incaricate del recupero dei beni. Particolare rilievo viene attribuito alla cooperazione transfrontaliera e allo scambio rapido di informazioni finanziarie tra Stati aderenti.
Tra le principali innovazioni previste dal Protocollo:
▪ possibilità di confiscare beni anche in assenza di condanna penale, ove ne sia accertata l’origine criminale
▪ estensione delle misure di confisca ai beni detenuti da terzi soggetti, con garanzie per gli acquirenti in buona fede
▪ rafforzamento dei poteri delle FIU nella sospensione di operazioni sospette e nell’accesso ai dati finanziari
▪ introduzione di Asset Recovery Offices e Asset Management Offices dedicati alla tracciabilità e gestione dei patrimoni sequestrati
▪ accesso rapido alle informazioni detenute da intermediari finanziari e prestatori di servizi in cripto-attività
▪ previsione di meccanismi strutturati di cooperazione internazionale, squadre investigative comuni e accordi di asset sharing
▪ maggiore tutela delle vittime attraverso la possibilità di restituzione anticipata dei beni confiscati o di compensazione economica
Il Protocollo conferma inoltre la crescente centralità del recupero dei patrimoni illeciti quale strumento strategico di contrasto alla criminalità organizzata, al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, secondo un approccio orientato non soltanto alla repressione penale ma anche alla sottrazione delle risorse economiche che alimentano le organizzazioni criminali.
Per Autorità investigative, FIU, intermediari finanziari e soggetti obbligati AML/CFT, il nuovo trattato rappresenta un ulteriore passo verso il rafforzamento dei meccanismi di cooperazione internazionale, trasparenza finanziaria e tracciabilità patrimoniale, destinato a incidere sull’evoluzione delle future politiche europee e internazionali in materia di prevenzione e contrasto della criminalità economico-finanziaria.
Per consultare il comunicato stampa ufficiale, cliccare sul link di seguito: https://www.coe.int/it/web/portal/-/new-council-of-europe-treaty-to-strengthen-criminal-asset-recovery?p_l_back_url=%2Fit%2Fweb%2Fportal%2Fnewsroom